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Discorsi e Interventi del Vescovo (14.02.2024)

14/02/2024 07:54:00

Segreteria Vescovile

#Discorsi e Interventi del Vescovo,

Discorsi e Interventi del Vescovo (14.02.2024)

Quaresima: il risveglio della coscienza cristiana - Messaggio per la Quaresima 2024

Discorsi e Interventi del Vescovo di Cefalù

S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante

 

Messaggio per la Quaresima 2024

"Quaresima: il risveglio della coscienza cristiana "

 

Palazzo Vescovile

Cefalù, 14 febbraio 2024

 

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

«Che ne pensate voi? La Quaresima è ancora attuale? Cioè interessante? Cioè importante? Cioè utile, cioè possibile?».

Queste domande poneva San Paolo VI durante l’Udienza Generale di quel Mercoledì delle Ceneri del 3 marzo 1965. Forse ha perso forza l’osservanza ascetica, specialmente la pratica del digiuno e dell’astinenza dalle carni, ma sicuramente conserva la sua attualità per il risveglio della coscienza cristiana.

Alla Quaresima è stato sempre associato il termine conversione. Se lo si fa derivare dal latino “cum-vertere”, significa quell’inarrestabile invito a convergere tutti verso la stessa direzione. Ad indicarcela e mostrarcela è Gesù in ogni Suo insegnamento che giunge a noi attraverso la “voce” dei Vangeli. 

Papa Francesco, per non farci cadere nel facile errore di disgiungere la fede dalla storia, ci addita tre percorsi di conversione. Ci mette di fronte ad una profetica e parenetica trilogia pastorale che, salta gli argini delle acque dei fiumi spirituali ed ecclesiali, per raggiungere quelle dei mari dove naviga la nostra società. 

 

Il Pontefice ci parla di una conversione pastorale in chiave missionaria. Vuole farci ricordare che la Chiesa non esiste per se stessa; esiste per la missione. La Chiesa è missione, è portatrice di una missione che parte dall’annuncio kerigmatico. Il tempo di quaresima deve segnare in tutti noi la riscoperta dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, e metterci dentro il fuoco dell’annuncio evangelico. Quest’ultimo va accompagnato con il potere dei segni. Deve portare soprattutto i segni della Resurrezione. 

Cari presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi, catechisti, evangelizzatori e operatori pastorali tutti, facciamo in modo che ogni nostro annuncio e ogni nostra azione, soprattutto in questa Quaresima, porti il sigillo dei segni della Resurrezione. Che hanno il potere di liberare dal male, dalle varie forme di povertà; di guarire dalle malattie fisiche, psicologiche, spirituali; da ogni forma di pessimismo esistenziale, che può sfociare nella sterile rassegnazione e nel depennamento di ogni nota di speranza dall’elenco della graduatoria dei nostri sogni. 

 

L’altra conversione che il Papa ci chiede è la conversione ecologica. Interessa e coinvolge tutti, tutti noi abitanti della casa comune. Dio creatore ci ha donato la custodia della terra. Se noi la coltiviamo e la curiamo, la terra custodisce noi. La conversione ecologica ci invita a un cambiamento degli stili di vita. A partire da quelli che hanno fatto dell’ambiente che ci circonda “l’universale cestino” che raccoglie i frutti velenosi e il pattume della nostra società consumistica, governata dalla logica dell’usa e getta e del mordi e fuggi. Facciamoci facitori, nel nostro piccolo, della conversione ecologica. Di quella che sa anche prendere le distanze e sa apertamente condannare ogni processo di sfruttamento della terra. Ricordiamoci che, in questo nostro tempo, è ancora in azione un processo globale di schiavizzazione della terra e del creato, legato alla rete dei perversi interessi economici che hanno come mandanti silenziosi i volti anonimi di quanti vogliono farsi “potenti della terra”. Il digiuno e l’astinenza in tale contesto diventano alleati della salvaguardia del creato.

 

Un’altra conversione ci chiede questa Quaresima, per bocca del Santo Padre Francesco: è la conversione sinodale. Vorrei che si aprisse in questo tempo un percorso di riflessioni a più voci, che ci sia di aiuto nel prendere consapevolezza, che non possiamo parlare di sinodalità e di partecipazione sinodale, restringendola alla sola vita ecclesiale. La sinodalità sia l’abito “bianco e luminoso” dei cristiani e dei cittadini che vogliono uscire dai sepolcri dell’individualismo, dell’egocentrismo, del protagonismo assoluto; di quanti vogliono dismettere “le violacee vesti” dell’omertà, del servilismo, della sudditanza politica, dal proprio modus vivendi. 

 

Facciamoci promotori ed educatori di una forma “evangelica” di leadership, la leadership nel servizio, che abbia come humus l’ascolto reciproco e la responsabile partecipazione di tutti. Quella dei pastori che hanno cura della comunità e della comunità del pastore; dei governanti dei loro cittadini e viceversa. Quella che parte dall’essere tutti popolo di Dio; quella che non rende mai le istituzioni luoghi di potere; quella che parte dalle periferie e dagli scarti umani per rigenerare una nuova Città degli uomini. Sia corale il nostro impegno ad incrementare la partecipazione di tutti alla vita ecclesiale e alla vita sociale, diamo una battuta di arresto al senso di affievolimento che il bene comune ha nelle nostre coscienze di cristiani e di cittadini. La sinodalità ecclesiale ha come risvolto sociale l’impegno partecipativo alla cosa pubblica. Un cittadino che non vota è un cittadino che non partecipa. Qualsiasi tipo di assenteismo da linfa e si fa radice di ogni forma di depauperamento della vita democratica.

 

Ho iniziato questo mio messaggio ricordando il tradizionale binomio quaresima-conversione. Ma non dobbiamo dimenticare che conversione e misericordia non vanno mai dissociate né distinte. Se le separassimo si farebbe un torto grande al Vangelo. Ci si converte perché mossi da Colui che ha viscere di misericordia, che ci ama per prima e che ci fa sentire nell’intimo di essere amati sempre e per sempre. Senti il bisogno della conversione se sai che Dio ti ama. Prima di ogni cosa viene l’Amore di Dio. Sia questo il cammino quaresimale che porta l’annuncio della Pasqua 2024.

 

✠ Giuseppe Marciante

Vescovo di Cefalù


 

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