Cefalù, 14 settembre 2025
Esaltazione della Croce
Prot. n. 165(CRV-DC)/2025
Fratelli e Sorelle,
membra elette del Corpo di Cristo che è la Chiesa (cf. 1Cor 12,27),
pietre vive e preziose dell’edificio spirituale della nostra Chiesa (cf. 1Pt 2,5),
tessere viventi nel mosaico del nostro Cristo Pantokrator (cf. Ap 1,8),
«grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro» (2Tm 1,2).
1. La conclusione del XII Sinodo della Chiesa Cefaludense.
Il cammino sinodale della nostra Diocesi giunge al suo culmine. Il XII Sinodo che abbiamo celebrato in questi anni (2020-2025) è per noi il frutto maturo del Concilio Vaticano II che come humus ha reso fertile la terra della nostra Chiesa. Lo Spirito e il Verbo, che in questi anni ci hanno lavorato, hanno generato in noi e con noi un processo di conversione evangelica che ora irreversibilmente ci sospinge verso un rinnovamento missionario nel quale tutti siamo chiamati a comprometterci.
In questa domenica dell’Esaltazione della santa Croce, mentre celebriamo l’amore salvifico del nostro Salvatore e ci gloriamo della sua Croce, scrivo a tutti voi per convocarvi alla conclusione solenne del XII Sinodo della Santa Chiesa Cefaludense che si celebrerà il prossimo 11 ottobre nella nostra chiesa Cattedrale con la messa che avrà inizio alle ore 18.
Ascolteremo la Parola che il Signore ci affiderà, professeremo la nostra fede pasquale, invocheremo lo Spirito sui doni eucaristici e su di noi, ci nutriremo del Pane di Vita per essere in comunione con Cristo e tra di noi. Prima della benedizione conclusiva firmerò i decreti sinodali e l’atto ufficiale di conclusione del Sinodo.
Convoco tutti voi sinodali – presbiteri, diaconi e laici e laiche – presso la sagrestia della Cattedrale alle ore 17.30, affinché in un clima di comunione e gratitudine possiamo prepararci insieme alla celebrazione. Ivi avrò la gioia di esprimervi la riconoscenza mia personale ma soprattutto di tutta la nostra Chiesa per l’alacre lavoro condotto in questi anni, che avete portato avanti con passione ecclesiale, sollecitudine, parresia e anche con sacrificio. Ricordo ai presbiteri e diaconi di portare con sé il proprio camice. Poi, tutti voi sinodali prenderete parte alla processione d’ingresso della messa che inizierà alle ore 18. Pertanto, sollecito tutti e ciascuno a superare ogni difficoltà e ad essere puntuali negli appuntamenti.
Per l’evidente importanza dell’evento ecclesiale, nel pomeriggio dell’11 ottobre p.v. nelle parrocchie e in nessun’altra chiesa o cappellania della Diocesi ci saranno celebrazioni o altre attività pastorali.
2. 11 ottobre: giorno di memoria e profezia.
Vorrei mettere in risalto come la celebrazione dell’11 ottobre sarà provvidenzialmente caratterizzata da due segni. Il primo segno è legato al giorno. La Provvidenza ci ha orientati nella scelta di questa data, che considero davvero felice.
L’11 ottobre è un giorno carico di memoria, significato e profezia. Era l’11 ottobre 1962 quando san Giovanni XXIII apriva l’assemblea conciliare del Vaticano II, scegliendo quel giorno perché allora era l’antica data liturgica in cui si celebrava Maria Madre di Dio (la Theotokos), immagine e modello della Chiesa. Per questo l’11 ottobre è stato scelto anche come data per la memoria liturgica del santo papa Giovanni XXIII. La sua santità e la sua profezia ci aiuteranno a prepararci bene alla conclusione del nostro Sinodo e a lasciarci sospingere verso l’attuazione sinodale.
3. Con Maria verso l’Alto.
Il secondo segno, connesso anche con il primo, è l’orizzonte mariano. Il prossimo 11 ottobre nella nostra Cattedrale accoglieremo per la liturgia di conclusione del Sinodo l’icona marmorea della Madonna dell’Alto, che da secoli veglia sulla comunità di Petralia Sottona e sulle nostre Madonie.
Abbiamo iniziato il cammino sinodale guardando a Maria di Gibilmanna, nostra madre e modello della nostra Chiesa, e alla sua scuola abbiamo imparato gradualmente la docilità alla Spirito e l’apertura alle novità di Dio. Concludiamo il percorso sinodale volgendo ora lo sguardo verso Maria che ci chiama a salire in alto, rifuggendo così da visioni meschine e autoreferenziali, e con lei imparare a respirare a pieni polmoni l’aria nuova che solo lo Spirito Santo può donarci.
Per questo, il prossimo 11 ottobre, la celebrazione si concluderà con la fiaccolata mariana. Accompagneremo con le candele accese e in preghiera l’immagine della Madonna dell’Alto dalla Cattedrale a Porta Terra e da lì poi l’icona marmorea farà rientro nel suo Santuario. Con questo segno “popolare” faremo memoria di quanto accadde la sera dell’inizio del Vaticano II e professeremo la nostra fede in Maria, Madre del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo.
4. Tantum aurora est.
Concludo questa mia lettera, condividendo con voi quanto san Giovanni XXIII pronunciò nella Basilica Vaticana all’inizio del Concilio: «È appena l’aurora [tantum aurora est]: ma come già toccano soavemente i nostri animi i primi raggi del sole sorgente!» (Giovanni XXIII, Discorso del santo padre per l’apertura del concilio ecumenico Vaticano II, 9.2, Basilica Vaticana, 11 ottobre 1962).
Tantum aurora est sia la nostra espressione di meraviglia per quanto il Sinodo ci sta donando; Tantum aurora est sia il segno della nostra conversione sinodale; Tantum aurora est sia la nostra consapevolezza che il Sinodo avvia percorsi e non definisce compimenti; Tantum aurora est sia il nostro slancio in avanti verso Cristo, unico e pieno giorno (cf. Gv 8,12).
In attesa di incontrarci il prossimo 11 ottobre in Cattedrale, chiedo ad ogni comunità di pregare per l‘attuazione sinodale. Nei giorni feriali, quando non ci sono memorie obbligatorie, si usino i formulari delle messe Per diverse necessità: nn. 1.E, 5, 8, 9, 10, 12, 13, 14, 18, 30, 31 (Messale romano da pagg. 855ss).
Invoco sulla nostra Chiesa, su tutti noi e su ciascuno la benedizione del nostro Salvatore Gesù Cristo affinché la sua Croce sia il nostro canto e la nostra gloria.
✠ Giuseppe Marciante
Vescovo di Cefalù
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