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Omelie del Vescovo (01.03.2026)

04/03/2026 14:28:03

Segreteria Vescovile

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Omelie del Vescovo (01.03.2026)

II Domenica di QuaresimaMessa in diretta su Raiuno

Omelia del Vescovo di Cefalù

S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante

 

II Domenica di Quaresima

Messa in diretta su Raiuno

 

Basilica Cattedrale

Cefalù, 01 marzo 2026

 


Carissimi fratelli e sorelle

che avete risposto con gioia all’invito di radunarci nel giorno del Signore.

Oggi la luce del Tabor attraversa questa santa liturgia in questa Basilica Cattedrale dedicata alla Trasfigurazione e ci orienta verso la contemplazione del Volto del Cristo Trasfigurato.

L’evangelista Matteo, domenica scorsa, ci ha condotti nel deserto, dove abbiamo assistito alla lotta di Gesù per vincere le tentazioni del maligno che voleva portarlo alla disobbedienza alla volontà del Padre suo.

In questa II domenica di Quaresima, ci porta in un altro luogo solitario, su un alto monte, in disparte, per salire di quota nella vita spirituale e scoprire la folgorante bellezza di Gesù da cui penetra un anticipo della sfolgorante luce di Pasqua.

Pietro, Giacomo e Giovanni sono i testimoni di un passaggio di luce che rivela la bellezza interiore del loro Maestro.

È una luce che rivela in modo trasparente la gloria che lo abita «quella gloria che aveva presso il Padre prima che il mondo fosse» (cf Gv 17,5).

In quella luce i suoi intuiscono la vera identità di Gesù: l’identità dell’Uomo-Dio nell’intima relazione col Padre.

Il Dio «che abita una luce inaccessibile» (1Tm 6,16) comunica agli uomini la sua luce nella carne “sfigurata” dalla passione e dalla morte di Gesù.

Chi vede il Figlio, vede il Padre. Chi crede nel Figlio e viene battezzato entra nella stessa intima relazione.

Sì, carissimi, i cristiani conoscono Dio attraverso il Figlio: Gesù è la piena e definitiva narrazione del volto di Dio.

Il cristianesimo è esperienza di luce e di bellezza. È una filocalia, l’amore della bellezza.

«Dio è luce» (1Gv 1,5), Gesù è luce del mondo (cf Gv 8,12), e lo Spirito è luce del cuore.

Allora la fede non può che condurre il cristiano a partecipare a questa luce.

I battezzati sono detti “illuminati” perché immersi nella luce della Pasqua.

Tant’è vero che dopo il battesimo ogni battezzato viene rivestito di Cristo attraverso il segno di una veste bianca. 

Sant’Agostino spiega che le vesti diventate bianche sono la Chiesa.

Egli si chiede: «Che c'è di strano se mediante il vestito bianchissimo viene simboleggiata la Chiesa, dal momento che sentite dire dal profeta Isaia: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, lì farò diventare bianchi come neve? (Is 1,18)»[1].

Allora anche noi siamo allora trasfigurati.

La vita dei santi e la testimonianza dei martiri c’insegnano che se la trasfigurazione del corpo avverrà alla fine dei tempi con la risurrezione della carne, quella del cuore ha luogo ora su questa terra.

La nostra vita subisce una metamorfosi spirituale e viene trasfigurata mediante l’effusione dello Spirito Santo e l’assimilazione della Parola di Dio e del Corpo e Sangue di Cristo nella celebrazione eucaristica.

La bellezza del battesimo risplende nella santità della vita che è la trasfigurazione degli esseri umani a immagine del Cristo risorto ed essa rappresenta lo scopo ultimo del piano divino di salvezza: questa è la volontà di Dio; la nostra santificazione.

Possiamo allora domandarci: chi sono i trasfigurati?

Per San Giovanni Paolo II i veri testimoni di Cristo sono coloro che Lo seguono nella vita e nella morte, si ispirano a Lui e si lasciano permeare dalla sua grazia; coloro per i quali il nutrimento essenziale è compiere la volontà del Padre.

Sono coloro che si lasciano guidare dallo Spirito, che non antepongono nulla all’amore di Cristo e che amano gli altri fino al dono totale di sé, anche a costo del sangue.

Sono persone disposte a dare tutto senza pretendere nulla in cambio e che vivono nell’amore e muoiono nel perdono[2].

Sono i veri costruttori di pace.

Noi sappiamo, carissimi fratelli e sorelle, che alla fine «quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è» (1Gv 3,2). Amen.

 


 

[1] Agostino d’Ippona, Discorso 78, Sulla Trasfigurazione.

[2] Giovanni Paolo II, Omelia per la beatificazione di 233 martiri spagnoli vittime della guerra civile, 11 marzo 2001.

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