​​​​Diocesi di Cefalù | Cephaludensis Ecclesia

 

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"Chi cerca il volto di Cristo, alzi lo sguardo in alto"

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14/01/2019, 10:16



S.-Messa-nel-trigesimo-di-S.E.R.-Mons.-Rosario-Mazzola


 





Giovedì 24 gennaio 2019, alle ore 16.00, il Vescovo di Cefalù, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, celebrerà in Basilica Cattedrale una Santa Messa nel trigesimo di S.E.R. Mons. Rosario Mazzola e in suffragio di tutti i Vescovi di Cefalù defunti. 

Tutta la Comunità Diocesana è invitata a partecipare. 

11/01/2019, 16:53



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28/12/2018, 11:22



Omelia-del-Vescovo-Giuseppe-nella-Notte-Santa-di-Natale


 





Ilvangelo di Luca attraverso la ripetizione del verbo "egheneto" ci introduce a due eventi a prima vista distanti tra loroma di fatto congiunti: Il censimento di tutta la terra voluto da Cesare Augustoe la nascita di un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. Lucacosì facendo capovolge la lettura della Storia. La storia va interpretata non apartire dai potenti, ma dai piccoli. Un fatto marginale, sconosciuto allecronache, diventa un evento che capovolge le sorti dell’uomo e del mondo.Sicapovolge tutto: "Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi diGiuda" e non Gerusalemme o Roma diventa la capitale del mondo perché lì Dio, "il Fattore degli uomini si fa uomo per restaurarela sua fattura"; così recita la scritta sopra il nostro Pantocratore, cosìabbiamo cantato nell’inno di questa splendida liturgia della veglia.Non ilpalazzo di Erode, ma una stalla accoglie il Cristo Signore. Non siede su untrono regale, ma viene adagiato nella greppia degli animali.NonCesare Augusto, ma un piccolo bambino, fragile e debole è il Salvatore.Lanostra fede, la fede cristiana, ha al centro un tale evento, così piccolo,periferico, marginale, ordinario.Possiamoaffermare che l’umiltà è  il marchio d’origine, del cristianesimo."Osserva,uomo, che cosa è diventato per te Dio: sappi accogliere l’insegnamento di tantaumiltà, anche in un maestro che ancora non parla. (Agostino d’Ippona). "Mentrei potenti decretano "censimenti", Dio offre se stesso per riaprirci le vie checi fanno umani ricordandoci la comune appartenenza in Lui! (Gv 1,12-13) Unracconto che è diventato presepe, attualizzazione della natività collocata neinostri paesaggi e costumi, con pastori laboriosi e stupiti comunque dallastella che annuncia il Salvatore, spesso presepi "viventi". Quest’anno ilpresepe viene costruito, sulle vie contorte della storia odierna, con unaconcretezza che all’inizio ci sconvolge e poi ci chiede accoglienza,ricordandoci che questo ci sintonizza con la volontà di Dio. L’accoglienza deipoveri, delle persone sole e dei migranti sarà il nostro presepe vivente 2018!Sarà un atto di fede in Dio e un presepe di carità". Sono le parole delMessaggio scritto da noi vescovi di Sicilia per il natale 2018.   Yousuf(Giuseppe) e Faith (Fede) incinta sono stati abbandonati, con la loro creaturadi cinque mesi, sulla strada. Sono parte di un nuovo popolo di"scartati" come quelli del Cara di Mineo, che sta andando a cercareriparo ai bordi delle vie e delle piazze, delle città, ingrossando le file deisenza niente.Sono isenza più niente. Avevano trovato rifugio in un "luogo" che si chiamavaSprar di Isola Capo Rizzuto; un Sistema di protezione per richiedenti asilo erifugiati su cui contare per essere inclusi legalmente nella società italiana.Adesso, grazie al decreto sicurezza del governo Italiano, quel luogo non liriguarda più. A loro non resta che la strada. Un’altrastoria di Natale dalle pagine di Avvenire:Dopo i primi piccoli trasbordati difretta sulla lancia veloce dell’Ong spagnola, dal gommone gli uomini, quasitutti africani subsahariani, fanno largo a una donna. Si sporge stringendoforte una coperta arrotolata. «Il modo con cui teneva quegli stracci ci hainsospettito», raccontano da Proactiva Open Arms. Dentro, fradicio e sporco,c’era Sem, nato meno di quarantott’ore prima su una spiaggia libica. Salì, lamadre, lo aveva dato alla luce più in fretta che potesse. Non voleva rischiaredi venire riportata indietro nella prigione dei trafficanti.Semtremava dal freddo. Completamente nudo. Il cordone ombelicale tagliato chissàcome. Sporco di sangue rappreso e di vernice caseosa ancora appiccicata sullatesta e la schiena, non avrebbe potuto reggere ancora un giorno alla deriva.«Non potevo credere che fosse così piccolo», confessa Javi, ricordando ilmomento in cui ha afferrato la coperta con qualcosa dentro che si muoveva. Quella in corso davanti allacontroversa area di ricerca e soccorso libica era la "missione diNatale" di Open Arms, ma nessuno si sarebbe aspettato di fotografare abordo il presepe vivente dei naufraghi. Unicabuona notizia, il via libera di Malta al soccorso aereo per Sem e la sua mamma.In piena notte, dopo un braccio di ferro durato diverse ore, un elicotteromaltese ha issato a bordo la donna e il bambino, per condurli in eliambulanzaall’ospedale Mater Dei della Valletta. I due medici di Open Arms, i nuoviangeli del mediterraneo, avevano lanciato immediatamente l’allarme, soprattuttoperché il piccolo Sem aveva una temperatura corporea inferiore ai 34 gradi emeritava un ricovero immediato in una struttura pediatrica per stabilizzarlo everificare le sue condizioni di salute, come ogni bambino meriterebbe. A OpenArms, però, dopo l’intervento Malta ha intimato di allontanarsi dalle proprieacque e di cercare altrove un porto di sbarco. Soltanto a distanza di più di 24ore dall’allarme lanciato dalla Ong spagnola: dopo che Malta aveva negatol’approvvigionamento per i superstiti e a seguito del botta e risposta tra glioperatori umanitari spagnoli e il Governo Italiano, è stata Madrid a concedereil porto di approdo di Algeciras, in Spagna.Concludocon l’appello del messaggio dei Vescovi di Sicilia."Facciamoappello alle famiglie e alle parrocchie perché, raccordandosi con la Caritas el’ufficio Migrantes, si attivino percorsi di accoglienza generosi eintelligenti. Chiediamo ai presbiteri di illuminare la coscienza dei fedelisull’integrità della vita cristiana, che si perde se al rito non segue la vitae se ci si conforma alla mentalità di questo mondo e si cade nei lacci deldiavolo "divisore e menzognero", il quale odia la bellezza del cuore che ama.Come ascolteremo nella veglia della notte, nell’Incarnazione del Verbo di Dio«è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegnaa rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo consobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e dellamanifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo» (Tt2,11-13)".   
 ✠ Giuseppe Marciante


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