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14/04/2019, 12:01

omelia



Omelia-nella-Domenica-delle-Palme


 del Vescovo Giuseppe




«Gesù,camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme»[1].  

Tuttoil vangelo di Luca ruota attorno a questo viaggio di Gesù a Gerusalemme. Ciracconta la storia di un Dio che si mette sui passi dell’uomo e il suo viaggiopassa per una via crucis, una salita,un’ascesa a Gerusalemme e tocca il suo vertice sul monte Calvario che non siconclude lì. Con la risurrezione e l’ascensione si apre infatti una nuova viaper la felicità dell’uomo, la via del cielo. Ilprimo dei sei giorni che Gesù passerà a Gerusalemme si apre con l’ingressotrionfale nella Città Santa e rappresenta la definitiva visita di Dio al suopopolo. 

L’ingressogioioso di Gesù a Gerusalemme è una scena messianica che ricalca le cerimoniedi investitura regale[2].Gesùè sì un Re, ma non è venuto per dominare, bensì per servire l’uomo, consegnandola sua vita per la redenzione dell’umanità. Lo abbiamo sentito: «Io sto inmezzo a voi come colui che serve»[3].Cosìla liturgia odierna, dopo il racconto gioioso dell’ingresso regale di Gesù, èpassata alla narrazione della sua passione e morte vista come l’intronizzazionedel Re, come dice la scritta posta sulla croce "Costui è il Re dei Giudei".Nelmovimento in salita verso il luogo del Cranio emergono i diversi personaggicoinvolti nella sua vicenda con i loro sentimenti, la loro posizione neiconfronti di Gesù. Idiscepoli, il popolo, ma anche i nemici sono coinvolti in questo viaggio, ifarisei, i capi del popolo, i sommi sacerdoti, il procuratore romano e il reErode.  Dinanzial crocifisso "si svelano i pensieri di molti cuori"[4],perché dinanzi al suo volto ognuno è posto dinanzi alla domanda "da che partestai?".

Siamonell’ultimo tratto della salita, Gesù rimane sempre più solo nelle mani deisuoi carnefici. Alla fine sembra che anche il Padre lo abbandona mal’evangelista Luca ci aiuta a leggere questo abbandono come una consegna nellemani del Padre: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» - In manus tuas Domine, commendo spiritum meum.Sonole ultime parole di Gesù.      

«Cosìsulla "dura" croce Dio ha pronunciato in Cristo la Parola d’amore più bella epiù vera, che è Gesù nel suo donarsi pieno e definitivo. È Lui l’ultima Paroladi Dio, in senso non cronologico, ma qualitativo. È la Parola universale,assoluta, ma è stata pronunciata in quell’uomo concreto, in quel tempo e inquel luogo, in quell’ora. Questo vincolarsi alla storia, alla carne, è segnoper eccellenza di fedeltà, di un amore talmente libero da non avere paura dilegarsi per sempre, di esprimere l’infinito nel finito, il tutto nel frammento»[5].  

Preghiamoperché anche noi, quando alla fine della vita chiuderemo gli occhi in questomondo, possiamo ascoltare la grande promessa fatta da Gesù al ladrone pentito: «Oggisarai con me nel paradiso»[6].   
✠ Giuseppe Marciante

[1] Lc 19,28.
[2] Cf. 1 Re 1,33 - 35.
[3]Lc 22,27.
[4]Cf. Lc 2,35.
[5] Benedetto XVI, Discorso in occasione della sua festa onomastica, 19 marzo 2010.
[6]Lc 23,43.


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