The diocese of Cefalù

Piazza Duomo, 10 - 90015 Cefalù (PA)

Tel. 0921 926311

segreteria@diocesidicefalu.org

segreteriagenerale@diocesidicefalu.org

"Those who seek the face of Christ, you look up at the top"

icona
logobi
Logo-CEI1-300x225
chiesedisiciclia
1200px-Logotv20002015.svg
66Y1Ma3Y400x400.jpeg
c91b686608ffad587329ad2f3ab3c1e6400x400.jpeg
8x1000
logo
LogoLS
cattedraleLogo
fatesi
19/04/2019, 22:29



Omelia-nel-Venerdì-Santo


 del Vescovo Giuseppe



Egli è stato trafitto per le nostrecolpe, 
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si èabbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo statiguariti.[1]  

In latino, la parola "ferita" si dice vulnus da cui la parola "vulnerabile". Vulnerabile, infatti, è colui che èesposto alla possibilità di essere ferito, violato, colpito, percosso, offeso.  «Quanto dolore costano i nuovi esodi! Quanta crudeltà si accanisce su chi fugge: i viaggi della disperazione, i ricatti e le torture, il mare trasformato in tomba»[2].
E i più vulnerabili sono sempre i piùpiccoli, i più fragili e gli indifesi. Pensate alle violenze sui bambini;pensate alle ferite inflitte ai piccoli dalle guerre e alle gravi mutilazioniper le mine antiuomo disseminate in vaste aree del pianeta.  
Dio, sulla croce, diviene vulnerabile,assume nella sua carne la fragilità dei piccoli e degli ultimi.  
Innalzato sulla croce, il Figlio di Diosi lascia ferire dall’amore; si rende vulnerabile.  
Dalle ferite sul corpo del Cristorisorto penetra la luce divina dell’amore; dalle sue piaghe siamo statiguariti. Chiunque crede che solo da queste ferite può penetrare la luce e lavita, rinasce a vita eterna, viene alla luce. Solo nell’amore si diventaluminosi. Chi perde la vita per amore dona la vita. 
Colui che si rende impenetrabile hascelto invece di non restare ferito. Ha scelto di non amare e, quindi,rimane nell’oscurità, nelle tenebre e nell’ombra della morte. La "via dolorosa" vienepercorsa quest’anno «insieme a tutti i poveri, agli esclusi dalla società e ainuovi crocifissi della storia di oggi, vittime delle nostre chiusure, deipoteri e delle legislazioni, della cecità e dell’egoismo, ma soprattutto delnostro cuore indurito dall’indifferenza. Signore, facci la grazia di nonrimanere insensibili al loro pianto, alle loro sofferenze, al loro grido didolore perché attraverso di loro possiamo incontrarti»[3].

Vogliamo incontrare il dolore del mondocol cuore di Maria tua Madre. 
Contempliamo le piaghe del Crocifisso epreghiamo facendoci prestare le parole da una saggia monaca benedettina,l’Abbadessa Anna Maria Cànopi, deceduta il giorno della festa di San Benedetto:  

SignoreGesù, 
inchiodateal legno della croce 
le tuemani grondano sangue, 
versanoamore nei nostri cuori, 
sututto il mondo. 
Quellemani di bambino 
che sisono affidate a Maria, 
quellemani di giovane 
chehanno lavorato
lasciandosiaddestrare da Giuseppe, 
quellemani che hanno accarezzato 
tantibambini, 
chehanno toccato 
eguarito tanti malati, 
chetante volte
cihanno tratto fuori dai flutti del male, 
quellemani che, alzate al cielo,
hannopregato per noi,
quellesante mani 
che cihanno spezzato il pane di vita, 
noi leabbiamo inchiodate 
esempre ancora le inchiodiamo. 
Ma tunon stancarti, Signore,
ditenerle stese davanti a tutto il mondo
come unmendicante,finchétutti ritorniamo a te
perricevere dalle tue mani ferite 
l’amoreche perdona,
rigenerae salva.Amen.   
 
✠ Giuseppe Marciante 

[1]Is 53,5.
[2] Suor Eugenia Bonetti, Meditazione per la Via Crucis 2019 con il Santo Padre.
[3] Ibidem.


1
Create a website