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21/04/2019, 10:01



Omelia-nella-Veglia-di-Pasqua


 del Vescovo Giuseppe





Il primo giorno dopo il sabato o meglioil giorno uno dei sabati, richiama laGenesi, il primo giorno, la creazione della luce. Il Dio della creazione, ilcreatore del mondo e che il settimo giorno si riposò ora dà inizio all’ottavogiorno, giorno primo e ultimo.Il Dio della creazione è il Dio dellarisurrezione. Fin dal principio la creazione è orientata alla risurrezione diCristo dai morti. In Lui tutta la creazione geme nelle doglie del parto.Ora lo sappiamo il Dio che ha vinto lamorte risuscitando il Figlio fatto Uomo è il Dio che ha vinto le tenebre delcaos primordiale creando dal nulla la luce.Ora alla luce del fuoco nuovo dellarisurrezione ogni cosa risplende del senso del suo vero essere e narra perché èstata creata. L’uomo ritrova la sua vera immagine. L’acqua concorre al lavacrodella rigenerazione alla vita immortale. L’olivo fa risplendere con l’unzionedella grazia la bellezza del volto di Cristo sul volto dell’uomo. Il granodiventa pane-fermento di vita nuova e il frutto della vite ci dona il Sanguedella salvezza.Di buon mattino, siamo alle prime lucidel giorno unico che non avrà tramonto, all’alba della creazione nuova. Ormaiil processo è irreversibile, tutto corre verso la risurrezione finale. Nella sua onnipotenza, Dio mette finealla morte e segna l’inizio di una nuova vita.[Le donne], si recarono al sepolcro. Sonostate le ultime a lasciarlo perché anche dopo la morte lo seguirono e videro ilsepolcro e come era stato disposto il suo corpo. Ora sono le prime a tornare,dopo il riposo sabbatico, per completare quanto avevano cominciato a farepreparando aromi e unguenti per la sepoltura. Le donne vere esperte dell’amoree vere maestre di fedeltà. Le donne vere sacerdotesse della vita vivono insimbiosi con la madre terra. Dalla terra viene la vita e alla terra tornaAdamo. Sono andate con una certezza che la morte ha vinto la vita, ma dinanzialla pesante pietra ribaltata e al sepolcro vuoto entrano in confusione in"aporia" - dice il testo greco - in uno stato di disorientamento dove non sipuò andare oltre, non possono andare a cercarlo dove c’è un "vuoto". Lacertezza che la morte vince la vita ora è messa in dubbio.In questa situazione invalicabilequalcuno domanda? «Perché cercate tra i morti il vivente?»[1]e gli stessi uomini dalle vesti sfolgoranti, come cavalieri della luce fannochiarezza: «Non è qui, è risuscitato[2]»;e le invitano a ricordare le  sue parole: «bisognava che il Figliodell’Uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso, e ilterzo giorno risorgere».Alla memoria della morte rappresentatadal sepolcro "mnema" ora ritorna la vera memoria (mnemesthete: ricordate) del vivente quella della sua Parola. Equesta Parola oggi ribalta le nostre certezze, così come è stata ribaltata lapesante pietra del sepolcro, e insinua il dubbio, il sospetto che piano piano,come l’albeggiare del giorno, diventa certezza che c’è un tipo di vita chevince la morte e un tipo di morte che vince la morte. «Non è qui, è risorto»! L’abbiamo ascoltato anche noi oggiquesto lieto annuncio, questa bella notizia: è inutile cercare tra i morticolui che è vivo. Adesso si tratta solo di incontrarlo, perché se incontro ilRisorto io risorgo.Vi auguro in questa Santa Pasqua diincontrarlo in modo forte e vero, e badate che si capirà se l’avete incontrato,se saprete contagiare la gioia dell’incontro. Buona Pasqua!   

✠ Giuseppe Marciante

[1] Lc 24,5.
[2] Ibidem.


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