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06/08/2019, 15:16

omelia, salvatore



Omelia-nella-festa-del-Santissimo-Salvatore-2019


 del Vescovo Giuseppe





Carissimi fratelli esorelle, 
vi saluto conaffetto e vi do il benvenuto in questa Basilica Cattedrale. Rivolgo un sincerosaluto a tutte le Autorità civili e militari presenti e ai sacerdoti quiconvenuti.   
L’Evangelista Lucacolloca l’evento della Trasfigurazione durante la preghiera di Gesù «καὶἐγένετοἐντῷπροσεύχεσθαι» - «E avvenne mentre pregava»[1].  Questa è unasottolineatura importante: dentro lo spazio della preghiera avviene ilbattesimo di Gesù[2], la sceltadei Dodici[3] e laconfessione di Pietro[4]. Lafrequenza e l’intensità della sua preghiera coinvolse a tal punto i discepoliche, a un certo punto, gli chiesero di insegnare loro a pregare e, in taleoccasione, Gesù consegnò la preghiera per eccellenza, il "Padre nostro"[5].  Luca non dice nulla del contenuto della preghiera sulmonte, ma mostra la trasformazione che essa opera sul suo volto e sulle suevesti; trasformazione che viene definita «la sua gloria»[6].  
Possiamo allora intuire che nella preghiera Gesù rivela lapropria relazione col Padre: dà gloria al Padre suo e il Padre, proprio nellapreghiera, rivela la relazione col Figlio e lo glorifica. I tre Apostoli vengono coinvolti in questa esperienza dipreghiera: «Prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare»[6].  Pietro e compagni, nonostante la pesantezza del sonno:«Restarono svegli e videro la sua gloria»[7].           
Ricordiamo che l’evento accadde «circa otto giorni dopoqueste parole» di Gesù: «Vi sono alcuni qui presenti che non moriranno prima diaver visto il regno di Dio»[8] ed èsituato dopo l’interrogativo di Erode: «Chi è dunque costui, del quale sentodire tali cose? E cercava di vederlo». Ma è posto anche dopo la domanda di Gesùai suoi discepoli: «Ma voi chi dite che io sia?»[9].  La trasfigurazione è la risposta del Padreall’interrogativo di Erode, alla domanda di Gesù, è la conferma del Padre allaconfessione di Pietro: «Tu sei il Cristo di Dio»[10], precisata da Gesù conl’annuncio della passione, morte e risurrezione.  Dalla nube uscì unavoce che diceva: «Questi è il mio Figlio, l’eletto, ascoltatelo»[11]. Ascoltare Gesùsignifica ascoltare il Figlio. Ma ciò va compreso bene: l’ascolto di Gesù èascolto della parola del Vangelo e non di altre parole, è ascolto di ciò cheGesù ha detto e ha fatto. Qui l’esperienzadella preghiera si qualifica "come rimanere svegli per vedere la gloria". Sul monte degliulivi invece, per la tristezza, furono oppressi dal sonno, abbandonarono lapreghiera ed entrarono in tentazione perché non videro più la sua gloria nellapassione.  Il primo insegnamento che ci viene da questa pagina delVangelo è la necessità della esperienza della preghiera nella vita delcredente.  
Essenziale è la preghiera. Sull’esempio di Cristo dobbiamocercare un luogo spirituale, ma anche fisico, dove stare in silenzio e insolitudine per entrare nella relazione col Padre.  Pregare è vegliare con Cristo, rimanerelucidi e vivi per gustare la bellezza luminosa del suo volto che emerge dall’ascoltodella Parola.  Anche noi possiamo entrare nella luce taborica attraversola lettura orante e assidua della Parola di Dio.  
La lettura della Parola di Dio con l’esperienza della lectio prevede infatti un duplicemovimento. Il primo è come un’ascesa verso il monte che comporta la faticadella salita perché la Parola di Dio viene letta, riletta e meditata, e allaluce del Vangelo di Cristo, risplendono della gloria anche Mosè ed Elia, l’AnticoTestamento ossia la Legge e i Profeti. Man mano che la Parola penetra nel cuore, durante l’ascesa,ci alleggerisce delle cose inutili, ci allontana dalla dispersione, c’innalzaverso una visione alta e unitaria della vita, in Cristo ogni cosa risplendedella sua bellezza. Quante volte durante la lettura orante della Parola di Dio ciè venuto spontaneo esclamare con Pietro: «Praeceptor,bonum est nos hic esse» - «Maestro, è bello per noi essere qui»[12].
Accade ciò che è testimoniato dal quarto Vangelo: «E laParola si è fatta carne e ha piantato la sua tenda tra di noi, e noi abbiamocontemplato la sua gloria»[13].   
Dal cuore parte ilsecondo movimento, la discesa dal monte, che è come un "viaggio di ritorno",nel quale la Parola viene a convertire la vita dei credenti.  La Parola di Dio si presenta qui come criterio didiscernimento. Essa è: «Viva, efficace e più tagliente di ogni spada adoppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dellospirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e ipensieri del cuore»[14].   
Essanon conclude la sua dinamica fino a quando non arriva all’azione, che muovel’esistenza credente a farsi dono per gli altri nella carità.  Essereuomini e donne destinatari della trasfigurazione significa anche essere capacidi mutare lo sguardo per vedere l’invisibile nel volto umano, e lì vedere Dio. 
Aciascuno di voi, l’augurio di vivere, nella vostra vita, l’esperienza delTabor.   
✠Giuseppe Marciante 
Vescovodi Cefalù

[1] Lc 9,29.
[2]Cf. Lc 3,21-22.
[3]Cf. Lc 6,12-16.
[4]Cf. Lc 9,18-20.
[5] Cf. Lc 11,1-4.
[6] Lc 9,28.
[7] Lc 9,29-31.
[8] Lc 9,27.
[9 Lc 9,20.
[10]Lc 9,20. 11 Lc 9,9.
[12] Lc 9,33.
[13] Gv 1,14.
[14] Eb 4,12.




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