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06/09/2019, 21:57

discorsi



Discorso-del-Vescovo-Giuseppe-


 ai partecipanti al XIV Forum dell’informazione cattolica per la custodia del Creato





Saluto cordialmente Don Bruno Bignami, Direttoredell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro: lo ringrazio per ipreziosi consigli e sussidi che ci ha offerto nell’organizzare la Settimana delCreato in Diocesi e per il prezioso contributo di che offrirà per cogliere ilcuore del Messaggio della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per questa "14aGiornata Nazionale per la Custodia del Creato". Credo che la nostra Diocesi si prestipienamente quale luogo adatto a riflettere sui temi proposti dalla CEI, data laricchezza di biodiversità del territorio che si estende dal mare alle vette piùalte della catena montuosa delle Madonie.  
Saluto il Dott. Alfonso Cauteruccio,presidente dell’Associazione Culturale "Greenaccord" per la collaborazione el’assistenza che ci ha offerto nell’organizzare qui a Cefalù il "XIV Forumdella Stampa Cattolica per la Custodia del Creato".  
Saluto i direttori degli Uffici Pastorali delle Diocesi siciliane. 
Saluto i giornalisti partecipanti aquesto Forum e gli insigni relatori che ci aiuteranno a riflettere inparticolar modo sul valore della biodiversità e sul ruolo dei giovani qualicustodi del creato, e nell’analizzare le prospettive di lavoro che derivanodalla cura della casa comune.  
Saluto il Sindaco di Cefalù, Sig.Rosario Lapunzina, nella persona dell’Assessore Prof. Vincenzo Garbo. Ringraziol’Amministrazione comunale sia per il patrocinio concesso alla manifestazionesia per la disponibilità del Teatro Cicero della Città.   
Così ringrazio i Signori Sindaci quipresenti e in modo speciale quelli che hanno ospitato le iniziative dellasettimana.         

Carissimi,   
siamo giunti a questa Giornata che, vedendoogni anno una Diocesi ospitante, in comunione con tutte le altre Chiesed’Italia, vuole farci riflettere sul rapporto tra l’uomo e la creazione e, inparticolare, da quasi un quinquennio, sui temi della Laudato si’. È dal 1º settembre 2006 che la CEIattraverso la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustiziae la pace e la Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, ha decisola celebrazione annuale di una "Giornata per la salvaguardia del Creato".Ogni anno le due Commissioni Episcopalicongiunte indicano il tema specifico della Giornata, rivolgono un appositomessaggio e offrono sussidi per l’approfondimento e la celebrazione. 
In verità la responsabilità per il Creatoè stata una riscoperta comune delle Chiese cristiane: è all’interno del camminoecumenico che essa si è imposta come esigenza determinante ed è dal mondoecumenico che nasce nel 1989 la proposta di una Giornata per il Creato. Il 1° settembre 1989 il PatriarcaEcumenico di Costantinopoli, Demetrio I, istituì per la Chiesa Ortodossa la "GiornataMondiale di preghiera per la cura del Creato" e molte altre Chiese cristiane sisono unite da allora. Con la III Assemblea Ecumenica Europea a Sibiu (2007) ilTempo del Creato è stato poi esteso ad un periodo di un mese, concludendosi il4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. Si tratta di un mese di «preghierae di azione» per il Creato. Il tema suggerito quest’anno dal Comitato DirettivoEcumenico è: "La rete della vita", e intende sottolineare la necessità diproteggere la biodiversità. Papa Francesco nel 2015 istituì ancheper la Chiesa Cattolica la "Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura delCreato" con queste parole: «Condividendo con l’amato fratello ilPatriarca Ecumenico Bartolomeo le preoccupazioni per il futuro del Creato, eaccogliendo il suggerimento del suo rappresentante, il Metropolita Ioannis diPergamo, intervenuto alla presentazione dell’Enciclica Laudato si’ sullacura della casa comune, desidero comunicarvi che ho deciso di istituire anchenella Chiesa Cattolica la "Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura delCreato", che, a partire dall’anno corrente, sarà celebrata il 1° settembre,così come già da tempo avviene nella Chiesa Ortodossa»[1].    
Per Papa Francesco è importanteun’attenzione ecologica ed ecumenica insieme: «La celebrazione della Giornata,nella stessa data, con la Chiesa Ortodossa sarà un’occasione proficua pertestimoniare la nostra crescente comunione con i fratelli ortodossi. Viviamo inun tempo in cui tutti i cristiani affrontano identiche ed importanti sfide,alle quali, per risultare più credibili ed efficaci, dobbiamo dare rispostecomuni. Per questo, è mio auspicio che tale Giornata possa coinvolgere, inqualche modo, anche altre Chiese e Comunità ecclesiali ed essere celebrata insintonia con le iniziative che il Consiglio Ecumenico delle Chiese promuove suquesto tema».  Quest’anno dal 6 al 27 ottobre sisvolgerà il Sinodo che il Santo Padre ha voluto dedicare esclusivamenteall’Amazzonia, facendo del grido di quella terra che si batte contro losfruttamento delle risorse naturali, una prospettiva per tutta l’Umanità,proprio come si legge nel documento preparatorio: «Nella foresta amazzonica, divitale importanza per il pianeta, si è scatenata una profonda crisi causata dauna prolungata ingerenza umana, in cui predomina una «cultura dello scarto» (LS,16) e una mentalità estrattivista. L’Amazzonia è una regione con una riccabiodiversità; è multi-etnica, pluri-culturale e pluri-religiosa, uno specchiodi tutta l’umanità che, a difesa della vita, esige cambiamenti strutturali epersonali di tutti gli esseri umani, degli Stati e della Chiesa». I Vescovi italiani hanno scelto diconcentrare la riflessione di quest’anno sul tema della biodiversità, motivoper cui ho chiesto, nella fase preparatoria della Giornata, che esso fossearricchito da un ulteriore approfondimento sugli aspetti che lo legano alleprospettive lavorative, soprattutto per i nostri giovani.  La Chiesa s’interroga sullabiodiversità perché crede nella bontà di Dio "Padre creatore del cielo e dellaterra" e che, come dice il libro della Genesi, ha creato l’uomo per coltivare ecustodire la terra come un giardino. La Chiesa da una parte celebra la liturgiadella lode al Signore per il dono della vita e rende culto a Dio coltivando ecustodendo la creazione e dall’altra assume l’imperativo morale di difenderlada tutto ciò che ne minaccia l’esistenza. Esiste un rapporto di reciprocità tral’uomo e la natura. Se da una parte l’uomo trae dalla terra il suosostentamento, dall’altra è chiamato a custodire la ricchezza della vita perconsegnarla integra e feconda ad ogni generazione.        
Il destino dellaTerra è legato a quello dell’uomo. L’evento della resurrezione non coinvolgesolo la creatura umana, ma l’Apostolo Paolo nella Lettera ai Romani afferma che:«Anche la stessa creazione sarà liberata dalla corruzione, per entrare nellagloria dei figli di Dio»[2].Per sottolinearequanto forte sia questa aspirazione della creazione tutta, l’Apostolo aggiunge:«Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre nelle doglie delparto fino ad oggi»[3]. Con San Francesco d’Assisi, lodiamo eringraziamo Dio per il dono della Terra:   

Laudato si’, mi’ Signore, per soranostra matre terra,la quale ne sustenta et governa, etproduce diversi fructi con coloriti flori et herba.  

Il salmo 104 è un inno allabiodiversità come dono di Dio, al versetto 24 si loda il Signore per tantaricchezza: «Quanto sono grandi,Signore, le tue opere! Tutto hai fattocon saggezza, la terra è piena delle tue creature». 
La biodiversità è la ricchezza dellavita. L’enorme varietà di organismi, di piante, di animali formano degliecosistemi che risultano indispensabili a garantire la sopravvivenza della vitastessa nel nostro pianeta. Nel Parco delle Madonie sono presenti circa 2.600specie vegetali, oltre la metà delle specie vegetali siciliane, di cui alcunerarissime ed esclusive come l’abies nebrodensis, conifera endemica dellaSicilia da circa 9.000 anni, del quale restano appena una trentina diesemplari.   
Nella Laudato si’, PapaFrancesco dedica dieci numeri al tema della biodiversità, dal 32 al 42. Egliguarda con preoccupazione al futuro della vita nel nostro pianeta perchéminacciata dalla estinzione di migliaia di esseri viventi che formano la retebiologica indispensabile alla sopravvivenza della vita: «La perdita dibiodiversità è una delle espressioni più gravi della crisi socio-ambientale»dice il Messaggio della CEI per questa 14a Giornata Nazionale.L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato il decennio 2010-2020 decadedella biodiversità. Per il futuro sarà importante coltivare e rendere fertilela terra senza romperne l’equilibrio degli ecosistemi.  Dal momento che la crisisocio-ambientale è strettamente legata al sistema economico, è urgente unaconversione strutturale dell’economia da non intendere più come sfruttamentodelle risorse naturali e delle risorse umane, ma come sviluppo di una green economy che rispettila casa comune e di una economia solidale che non produca scarti umani.   
Dall’ultimo atlante sulladesertificazione, elaborato dal Joint Research Centre dell’UE, sappiamo chetredici Stati membri, tra cui l’Italia, sono a rischio e che corrispondonoall’8% del territorio europeo e cioè a 14 milioni di ettari. A causa deicambiamenti climatici che stanno comportando prolungati periodi di siccità, edel progressivo consumo del suolo e della mancata valorizzazione dell’attivitàagricola, un quinto del nostro stivale è a rischio desertificazione.  In Italia di anno in anno ci accorgiamo di unaumento progressivo delle temperature, di un aumento delle precipitazioniviolente, alternate a periodi di aridità, con grave danno all’agricoltura.  Secondo dati forniti dalla Coldirettinell’ultimo decennio l’agricoltura ha subito danni per più di 14 miliardi dieuro. La regione più minacciata dalla desertificazione è la Sicilia.Ritengo che, per custodire labiodiversità nel territorio siciliano e contrastare la desertificazione, cisiano alcune emergenze da fronteggiare: prevenire gli incendi boschivi chehanno anche un’inevitabile ripercussione sulla biodiversità e in particolaresui pascoli bradi degli allevamenti, e partecipare in modo attivo contro il riscaldamentoglobale della terra. La creazione di invasi che raccolgano l’acqua piovana cheva perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca. Puntare su sistemi diirrigazione a basso consumo e sul recupero e il riciclaggio delle acque.Bisognerebbe poi sistemare e pulire gli argini dei torrenti e dei pochi fiumi epensare a progetti di ingegneria naturalistica che contrastino il rischiogeologico e valorizzino una gestione ponderata delle risorse d’acqua.  
Ultimamente a livello regionale, pare,si è concentrato interesse sulla desertificazione per dotarsi di strumenti dipianificazione, per l’acqua, per l’aria, per i rifiuti, per la bonifica dellearee inquinate. Speriamo non restino solo progetti.  
Alla desertificazione del territorio siaccompagna l’emigrazione specialmente dei giovani dalle aree interne. Per cui èfacile prevedere la desertificazione totale delle campagne e dei pascoli. Nellostesso tempo si registra nei giovani una particolare sensibilità sui temi dellasalvaguardia del Creato. Penso che la salvaguardia dei parchi e dei boschi puòdiventare occasione di impiego proprio per i giovani.   
Finora al Sud, si è portata avanti unapolitica dell’emergenza e non della prevenzione degli incendi per cui si ècreato un lavoro precario impegnando lavoratori forestali stagionali per pochimesi all’anno e poi affidarli alla cassa dei disoccupati con un onereinfruttuoso per le risorse della previdenza e incoraggiando la piaga del lavoronero.      
Nell’emergenza i costi per spegnere gliincendi assumono cifre da capogiro che potrebbero essere impiegate astabilizzare i lavoratori forestali. Ma la precarietà diventa il guinzaglio deipolitici per tenere legati i precari fino ad ogni tornata elettorale. Sono apprezzabili gli sforzi che alcuniamministratori locali, i privati e le cooperative stanno facendo per offrirealla nostra gente prodotti di qualità, grazie anche alla ripresa delle antichecolture, dei viticoli autoctoni, dei grani antichi e di tutti quei prodotti chehanno fatto la storia di questa terra come la manna (prodotto che derivadell’incisione del frassino), ma anche il frutto della fantasiadell’imprenditorialità giovanile come l’allevamento della lumaca madonita.   
Il documento della CEI c’incoraggia apotenziare tutte quelle buone pratiche che promuovono la salvaguardia dellabiodiversità: «anche per l’Italia la sua valorizzazione contribuisce in moltearee al benessere e alla creazione di opportunità di lavoro, specie nel campodell’agricoltura, così come nel comparto turistico. Ed ha pure un grande valoreil patrimonio forestale, di cui l’uragano Vaia ha mostrato la fragilità difronte al mutamento climatico». Grazie alla biodiversità in Italia si èsviluppata la dieta mediterranea, un modello nutrizionale riconosciuto dall’UNESCOcome bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni culturali e immaterialidell’umanità. Con la Fondazione "Laboratorio della Speranza" abbiamo intrapresonella nostra Diocesi un cammino per offrire piccoli segni di speranza aigiovani. Natura, cultura e innovazione tecnologica devono oggi costituire unvolano di crescita per i nostri territori, in modo particolare per quelle areeinterne colpite dallo spopolamento.    

✠ Giuseppe Marciante 
Vescovo di Cefalù

[1]Francesco, Lettera per l’istituzione della "Giornata Mondiale diPreghiera per la Cura del Creato", Città del Vaticano, 6 agosto 2015.
[2]Rm 8,21.
[3]Rm 8,22.



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