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09/09/2019, 12:56

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Il-saluto-del-Guardiano-di-Gibilmanna,-P.-Salvatore-Vacca,-ofmcapp.


 ai partecipanti ai festeggiamenti in onore di Maria SS.ma di Gibilmanna





Il Signore ci dia pace!  
Questo luogo di bellezza è come un pegno, una prefigurazionedel Paradiso, del luogo altro di cui abbiamo sentito molto parlare, ma che stentiamotroppo a raffigurarci. Gibilmanna è un lembo di Paradiso, Maria è la terrafatta cielo, la tota pulchra. Maria è il visibile che riflette l’invisibile; è ilframmento che ci rivela il tutto. Qui, nel Santuario di Maria SS.ma di Gibilmanna, il miracoloè narrato, è atteso, è creduto sempre. Chi viene da lontano liberamente può alungo guardare la dolce Madre di Dio e nostra per la quale ha affrontato lafatica di un viaggio. 
Ringraziamo il nostro Vescovo, mons. Giuseppe Marciante,per il dono inestimabile della sua carismatica presenza che ci santifica con lapresidenza dell’Eucaristia e con la condivisione della mensa della Parola. La suapresenza ci eleva all’altezza dello sguardo di Dio su di noi, guidandoci versodi Lui. Dio è il futuro per noi.Ringraziamo altresì Mons. Vescovo Giuseppe perché con lesue scelte pastorali ci sta aiutando a salireal "piano superiore". 
Egli è un Pastore che, dotato di coraggio e di pazienza, comefiducioso seminatore di speranza sul terreno umano della nostra diocesi, cisprona a non accontentarci delle misure basse per entrare nell’ampiezzadell’orizzonte di Dio; per noi sta avviando processi di rinnovamento eindicando nuovi cammini di evangelizzazione. 
Mons. Vescovo staaprendo dialoghi, indica percorsi che non possono assolutamente chiudersisubito, non trae conseguenze affrettate, lascia spazio al tempo, al dibattito eal confronto.
Ringraziamo la buona gente della città di Gratteri per lasua presenza e per quanto ha voluto condividere con i nostri fratelli e signoriOspiti della Casa di Accoglienza "Maria SS.ma di Gibilmanna", per l’olio cheserve ad alimentare le lampade che ardono durante l’anno davanti all’immaginedella Gran Signura e per l’offerta di € 1.895,00 che verrà prestoimpiegata per il ripristino degli intonaci del prospetto del Santuario. 
Lo Spirito Santo si è servito dell’opportuna, illuminata esalutare iniziativa dell’Avv. Giuseppe Muffoletto che, in qualità di primocittadino dell’antica e nobile città di Gratteri, ha espresso il desiderio dipresenziare a questa Festa della Madonna di Gibilmanna. Si tratta di undesiderio che è stato prontamente accolto da noi frati e fermamente condivisoda don Francesco Richiusa, allora parroco di Gratteri. 
Questo progetto è statopoi portato avanti dallo stesso Sindaco e dall’attuale amministratoreparrocchiale, il nostro fr. Mario Domina. 
La presenza del ministro provinciale dei cappuccini diMessina, fr. Luigi Saladdino, ci mette in comunione di ideale con l’Ordinesparso in tutto il mondo.  Ringraziamo ognuno di voi qui presente per la vivacepartecipazione e vivo senso ecclesiale. Il ringraziamento si estende altresì ai signori sindaciqui presenti: il Sindaco della città di Cefalù, Rosario Lapunzina, in rappresentanzadel Comune di Gangi, l’Assessore Angela Seminara, e al Sindaco di CastellanaSicula, Francesco Calderaro. 
Egli e il parroco della stessa città, donFrancesco Richiusa, ricorrendo l’anno prossimo il centenario della fondazionedella loro parrocchia, quali interpreti del sentire della Comunità civile edecclesiale di Castella Sicula, desiderano, attraverso l’intercessione dellaMadonna di Gibilmanna, ringraziare il Signore e celebrare la fausta ricorrenza giubilare,presenziando a questa Festa.Un sentito grazie ai membri del Comitato di Gangi per laFesta della Madonna e al gruppo dei nostri volontari, che con molto entusiasmo,disponibilità e vera gratuità, collabora e aiuta non solo oggi, ma anchedurante il corso dell’anno, per la riuscita delle diverse iniziative cultuali,culturali e caritative promosse dai frati minori cappuccini del Santuario. 
DelComitato di Gangi vogliamo ricordare alla misericordia di Dio i membri EpifanioGiunta e Antonio Nasello che ci hanno recentemente lasciati; vogliamo inoltreaffidare alla Madonna di Gibilmanna Santo Bevacqua perché abbia la salute epossa ritornare a servire la Madonna Gibilmanna, come ha sempre fatto inoccasione della Festa.  Gratteri torna a Gibilmanna per la terza volta (1974,1998). È sempre opportuno e salutare tornare dalla Madonna. La storia proponeuna miriade di esemplificazioni di incontri e di presenza dei devoti fedeli diGratteri a Gibilmanna. Da sempre Gibilmanna è stata meta di pellegrinaggio peri devoti di Gratteri: dal lontano Lunedì di Pasqua del 1534, quando la Madonnadell’eremita di Gibilmanna ha attraversato il territorio di Gratteri fino amartedì scorso, 27 agosto, con il pellegrinaggio parrocchiale. 
Nel corso deisecoli la tradizione culturale e la pietà popolare dei Gratteresi registrano aGibilmanna una continuità e discontinuità storica, una omogeneità e diversitàdi proiezioni mariane. Questa storia gloriosa deve essere sempre narrata,recuperata e giammai può essere cancellata. Essa è testimonianza vivadell’identità, della vita, della cultura, e della viva fede del popolo diGratteri.Molto eloquente e quanto mai significativa appare lalocandina preparata dall’Amministrazione comunale di Gratteri in occasione diquesta Festa. 
Essa ripropone questo appuntamento di Chiesa come la Festadella Madonna. Gibilmanna nell’universo simbolico del nostro popoloreligioso richiama solo la Madonna. Andiamo a Madonna, dicono i devotidella Madonna di Gibilmanna quando intendono portarsi al suo Santuario. Perquesto molti non si confessano altrove che a Gibilmanna. Narrandoci la Festa della Madonna, testimoniaAngelina Lanza nella sua La casa sulla montagna (1941):È il tempo che piace, ai montanari, di andare ingiro per pellegrinaggi e sagre. Ma quassù la sagra per eccellenza è quella diMaria di Gibilmanna: l’ottavo settembre. Qui la chiamano semplicemente la«Festa». 
Le domeniche e le altre ricorrenze liturgiche dell’anno, si chiamanocon un altro nome: festulità. Ma il nome unico è per la solennità unica:«Festa» [...]. È semplice e tradizionale [...]. Qui a Gibilmanna, città e campagna[paesani e cittadini] s’incontrano come sopra un terreno comune, dove ognuna vaa cercare ciò che l’altra poco capisce. Estetismo e ozio, da una parte; fede etradizione dall’altra; ma è certo che tutti ci vengono, ci ritornano ogni anno,con una fedeltà tenace. È un miscuglio assurdo di gente, che mangia e non siubriaca, grida e non rissa, si lascia vuotar le tasche, spesso e volentieri, ese ne ritorna via, con la faccia stordita e contenta di chi ha perduto, per ilsuo proprio piacere, una o due notti di sonno [...]. Sono venuti per portarsi acasa una gioia buona, il ricordo vero, intimo, di quella Taumaturga, così cara,perché fu venerata dai padri e dagli avi, e pare che serbi ancora in sé qualchecosa di quegli occhi, di quei cuori, di quelle preghiere! 
La Gran Signura incarna l’anima delle nostre comunitàlocali; è immagine dell’ideale del cittadino delle Madonie; estasiando uomini edonne con le nobili emozioni dell’amore, della compassione e del timore, è lacorifea della identità collettiva delle nostre popolazioni, la cui festa ècollettiva, "diocesana". Maria è la sintesi dei nostri valori; tocca i diversiaspetti della vita umana: l’attività, il mondo, la socialità, l’economia, la fedee la politica. Maria si pone come affermazione della vita umana vissuta come missione.La pietà popolare mariana ha collaborato, se nondeterminato, alla formazione del "carattere etnico" della nostra diocesi, piùspecificamente ad una coscienza unitaria, civile e religiosa.
In Maria diGibilmanna e nella collettività madonita sono evidenti comuni caratteri etnici.In un mondo vortiginoso quale quello in cui viviamo, lafigura di Maria è un elemento di stabilità, di identità sociale e storica. Lasocietà cambia, mentre Maria rimane qui come testimone della storia, come segnodi consolazione e di sicura speranza. Maria è per l’uomo e per la comunità una grande fonted’ispirazione per la vita di fede, per la cultura cristiana, e per lo stessoamore verso la nostra terra e i suoi abitanti. L’olio che la Madre di Dio, la Gran Signura,aspetta da tutti noi è la preziosa carità e il profumo di amore a Cristo, enello stesso tempo un sincero amore verso tutti gli uomini. 
Alla scuola diMaria a Cana di Galilea, la donna del Magnificat, non possiamo sentircitranquilli finché vi è un uomo che soffre, che è trattato ingiustamente, chenon ha il necessario per vivere.
L’amore di Dio e dell’uomo ci spinge ad esseresolidali e a dare il meglio di noi stessi per risolvere la situazione di coloroai quali non è giunto il pane della cultura o l’opportunità di un lavoroonorato e giustamente remunerato. Questa festa, così distinta, ci motiva a dare alla nostravita cristiana un marcato senso sociale. 
Colui che ha molto sia cosciente delsuo obbligo di servire e di contribuire con generosità per il bene di tutti!Colui che ha poco o non ha niente, mediante l’aiuto di una società giusta sisforzi a superarsi e ad elevare sé stesso e a cooperare per il progresso dicoloro che soffrono una situazione uguale alla sua! Sentiamo tutti il dovere diunirci fraternamente per aiutare a costruire questo mondo nuovo verso cuil’umanità anela. Questo è l’olio che oggi ci chiede la Vergine di Gibilmanna. 
Una volta la Festa della Madonna veniva celebrata l’Ottosettembre. Il giorno precedente, il sette, ricorre la festa di san Nicola diBari, patrono della vicina Isnello, mentre il nove è la festa di san Giacomo,patrono di Gratteri. Angelina Lanza ancora ci testimonia:Chi partecipa alla festosissima processione di sanGiacomo, vede il popolo di Gratteri ardente e raccolto che va per le suestradette ordinatissimo, col cuore di onorare veramente il Santo che loprotegge [...]. È il tempo del meritato riposo per tutti. 
Dopo tanti mesi dilavoro opprimente, dopo tante privazioni e fatiche, la popolazione di Gratteriha destinato il suo giorno di festa di séguito a quello del Santuario, perchéle riuscisse meglio, perché la Gran Signura le mandasse la fiera, lamusica, la folla, e la voglia di godere. 
Di vero cuore preghiamo la Gran Signura perché,come a Cana di Galilea che ha provveduto per i giovani sposi, possa provvedere anchea favore di Gratteri e di tutte le nostre città delle Madonie e del nostroterritorio isolano, procurando il ben essere esistenziale, il pane quotidiano eun lavoro dignitoso, la gioia di vivere e un futuro di vita, di speranza e diamore.

P. Salvatore Vacca, ofmcapp.


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