​​​​Diocesi di Cefalù | Cephaludensis Ecclesia

 

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"Chi cerca il volto di Cristo, alzi lo sguardo in alto"

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27/12/2018, 11:55



Omelia-nelle-esequie-del-Vescovo-emerito-di-Cefalù-S.E.R.-Mons.-Rosario-Mazzola


 





Carissimi confratellinell’Episcopato, 
Carissimi presbiteri, 
Carissimi fratelli esorelle e parenti del compianto Vescovo Rosario,  

nel gaudio del Nataleci ritroviamo quest’oggi, festa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, a celebrareil dies natalis al cielo di S.E.R. Mons. Rosario Mazzola.Il nostro fratellonell’episcopato e padre nella fede ha terminato la sua corsa, conservando lafede. Per lui chiediamo al Dio delle misericordie la corona di giustizia perchéha saputo attendere con amore la manifestazione di Cristo Gesù, portando acompimento l’annuncio del Vangelo (cf. 2 Tim 4, 7-8).

Il Signore guida ipassi del nostro cammino e non ci abbandona, anche quando sembra che si assentio se ne stia in silenzio. Il brano evangelico cheabbiamo proclamato e ascoltato ci presenta tre reazioni diverse di fronte alsegno della tomba vuota dove avevano deposto il Signore. Tutte hanno in comunela corsa per la fretta di arrivare al sepolcro.Maria di Magdala è laprima che si avvicina al sepolcro «quando era ancora buio». È la prima che hail coraggio di lasciarsi provocare da una realtà che conserva ancora tutta ladimensione dell’assurdo. Maria ha un desiderio: cercare il suo Maestro. «Amareè dire: tu non morirai!» ha scritto il filosofo Gabriel Marcel.Pietro è il credentela cui fede è continuamente chiamata a compiere salti di qualità, a percorrerevie nuove; e per questo a volte fatica scontrandosi con la propria debolezza ela propria presunzione. Pietro corre con questi pensieri, con questa fede equesti dubbi, con queste paure ed esitazioni. La sua corsa non è incerta, sadove andare e sa cosa vuole vedere; ma questa corsa è appesantita, affaticata.Ha bisogno di incontrare nuovamente quello sguardo dal quale aveva avuto inizioil suo cammino e con il quale verrà nuovamente confermato nella sua fede. La corsa del discepoloamato, identificato nell’apostolo Giovanni, è veloce; è la corsa di chi ha losguardo interiore penetrante, di chi intuisce una novità, di chi si lasciaabitare dal mistero. Prima ancora di incontrare il Risorto, alla vista dellebende e del sudario, il suo sguardo va oltre: supera l’abisso dell’assenza,afferma, nel vuoto della tomba, che Cristo ha vinto ciò che appartiene altempo, sa decifrare il linguaggio dei segni, scopre una misteriosa presenza. Eper questo diventa testimone fedele, perché con il suo sguardo che va oltre, indicheràai discepoli la presenza del Risorto fino alla fine dei tempi.    

Dell’immagine dellacorsa si serve San Paolo per dire ai discepoli di Gesù che mai si dovràsmettere di correre dietro Cristo, al fine di raggiungere Lui. Cristo è sempredinanzi a noi, mai dietro, mai raggiunto, sempre da raggiungere perché è sempreavanti.Nella lettera ai Filippesi confessa: «Non hocerto raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo dicorrere per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù.Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo:dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta difronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, inCristo Gesù». (Fil 3,12-14).            

IlVescovo Rosario ha saputo essere un vero atleta dello spirito non per ricoprire posti ragguardevoli, maper vincere l’unico vero premio, Cristo Gesù. Con amore e pazienza ha arato laterra della chiesa di Palermo e di Cefalù perché portasse frutto. Ha annunciatoalla Chiesa di Cefalù quel che ha visto e toccato con gli occhi della fede. Haamato visceralmente questa Chiesa, sua sposa, non con un cuore di pietra, ma uncuore di carne che si sapeva commuovere fino a giungere, in certe circostanze,alle lacrime. Riporto le parole belle rivolte alla Chiesa di Cefalù neltestamento olografo:  Nel momento in cui sto per lasciare questaterra voglio rinnovare il mio grande amore e la mia fedeltà alla ChiesaCattolica e Apostolica, alla Chiesa che è in Palermo, quale mia madre che mi hagenerato nella fede e nella grazia del battesimo, alla Chiesa che è in Cefalù,quale mia sposa mistica che ho amato e servito, al mio presbiterio e a tutti ifratelli e sorelle per i quali ho consacrato tutta la mia vita. Lo Spirito disapienza gli ha permesso di vedere e udire non solo con le orecchie o con gliocchi, ma col cuore.Il Signore gli haconcesso di cooperare alla sua azione creatrice in modo mirabile, in parrocchiaspecialmente al Villaggio Ruffini e a Villa Tasca, in Azione Cattolica,nell’arcidiocesi di Palermo come Vicario Generale e poi come Vescovo Ausiliare.Tante energie e risorse egli ha dedicato alla Comunità Impegno di MinisterialitàEcclesiale, alla Casa Soggiorno Poggio Maria.        

Carissimi membridella comunità CIME e giovani animatori di Poggio Maria,
Mons. Mazzola vi haaccompagnato con amore e dedizione, continuerà ancora meglio dal Cielo e viraccomanda nel testamento di essere fedeli e generosi nel servizio alla Chiesa."Siate santi per la gloria di Dio e la bellezza della Chiesa".Non è mai andato inpensione, perché ha saputo allenarsi quotidianamente come Pietro e Giovanni,con la passione per la Chiesa e per il mondo. Ha saputo correre sempre, nondemordendo mai, perché il premio da conquistare era di gran lunga superiore adogni altra ricompensa.Il Vescovo Rosario hasaputo guardare oltre il contingente, il caduco, il fallimentare perché haincontrato l’Altro della sua Vita, l’amore che fa nuove tutte le cose e perquesto profeticamente ha chiesto a tutti, ministri ordinati, famiglie egiovani, educatori e politici a correre speditamente per rinnovare la nostraChiesa e il mondo. Ha amato il seminario, chiedendo ai giovani presbiteri diproseguire gli studi a Roma per essere capaci di dialogare con il mondoattuale. Nella letterapastorale "Lasciare Babele" (1996) trattò dell’educazione ai media proponendoalle parrocchie di dare vita ad una vera e propria pastorale dell’educazionealla fede. Per lui importante era che tutti sapessero usare i nuovi strumentidella comunicazione con intelligenza:  

La parrocchia deve diventare una vera epropria bussola pedagogica per l’uomo smarrito nei meandri di strumenti da eglistesso costruiti ... Per l’uomo naufrago nell’oceano di parole create dai media, laparrocchia deve essere bussola che conduce all’Eterna Parola. La parrocchiadeve lasciare Babele e adoperarsi per riportare la comunicazione tra gliuomini. 

Per questa suaattenzione ai nuovi Media fu chiamato a collaborare nella CommissioneEpiscopale della CEI per le comunicazioni sociali e la delega in seno alla ConferenzaEpiscopale Siciliana.Con la letterapastorale "Oltre la folla" (12 febbraio 1997) il Vescovo Rosario ha seminatosul terreno buono, sui sassi, sulla strada, sui rovi di questa Chiesa diCefalù. Ha richiamato le istituzioni e gli uomini e le donne di buona volontà anon comportarsi come "fanno tutti", ma ad essere coscienza critica nellasocietà attuale. "La mancanza di lavoro - così scriveva - affligge il popolo diSicilia. La drammatica situazione è la conseguenza di una ’politica delleparole’ sulla quale sono state costruite le nostre comunità. All’agricoltura,all’artigianato, alla pesca, floride fonti di sussistenza, a partire dagli anni’60, è stata contrabbandata l’idea del posto fisso. Lentamente, la nostra genteè stata spodestata dei suoi capitali, fatti di terre, sementi, barche, animalie spronata a cercare il cosiddetto "lavoro sicuro". I "politici delle parole"non hanno saputo guardare avanti per scorgere i rischi e i pericoli. Intanto,le nuove generazioni si affacciavano alla vita, aspettavano il ’reddito facile’e sconoscevano il sacrificio per il lavoro.     

E oggi il mondopolitico continua a legiferare per rubare qualche traccia di lavoro rimasto:anche chi ha una piccola azienda agricola o zootecnica è costretto adabbandonarla perché non riesce ad andare dietro a leggi e regolamenti; intanto,si affaccia di nuovo la piaga dell’emigrazione". Invitava allora a "sviluppareuna cultura dell’eticità della vita, delle azioni, del rapporto sociale" inmodo da "passare dalla fase della denuncia a quella della ricostruzione".Mi sento confortatoda queste parole nel portare avanti il "Laboratorio della Speranza" a favoredei giovani disoccupati. Un profondo senso diriconoscenza nutriva per la sua famiglia, specialmente per la sorella Concettache lo ha seguito per vocazione con fedeltà sin dalla sua giovinezza e lo haassistito con grande amore e spirito di sacrificio. Il suo amore, inoltre e lasua gratitudine ai nipoti per l’affetto con cui lo hanno confortato, stimato eamato; per loro inoltre tanta riconoscenza perché non si sono serviti dello zioVescovo.Affidiamo il nostro VescovoRosario all’intercessione della Vergine Maria.Mons. RosarioMazzola, ha espresso con un gesto significativo il suo legame con la Madonna diGibilmanna e il suo affetto verso la diocesi di Cefalù, di cui la Madonna diGibilmanna è Patrona, donando al Bambino Gesù la sua croce pettorale e alla Gran Signura il suo anello pastorale.Come il chicco digrano, deporremo il suo corpo sotto il suolo sacro di questa antica Cattedralelungo la navata del SS.mo Sacramento, non in un cenotafio, perché nellaprimavera della risurrezione germogli e porti frutto abbondante.Consegniamo al VescovoRosario, il bisogno di nuovi operai della Messe divina, perché lo presenti a Dionostro Padre, affinché tanti giovani nella nostra diocesi rispondano prontamentealla chiamata al sacerdozio:       

Spirito del Signore, dono del Risorto agliapostoli del cenacolo, 
gonfia di pathos la nostra Chiesa Cefaludense 
che ti rende grazie per il ministero apostolico del VescovoRosario.  
Tu che l’hai reso costantemente innamorato 
diquesta terra impastata di cielo e di mare, 
confortaci con l’abbondanza della tua grazia 
e con l’olio della comunione fraterna. 
Come l’apostolo Giovanni, 
dopo essere stato servusin gloriam eius per questa tuaChiesa, 
possa trovare riposo dolce e soave sulpetto del Maestro. 
Concedi a noi che abbiamo sperimentato 
la suadolcezza e amabilità, la sua fortezza e tenacia,
i doni della pace e della gioia.Amen.   

 ✠Giuseppe Marciante


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